AGI – È stato sospeso e denunciato l’autista che ha fatto scendere un bimbo di 11 anni dall’autobus perché aveva il biglietto sbagliato, costringendolo a percorrere 6 km fino a casa nella neve in Cadore. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la famiglia ha sporto querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e contro l’autista del mezzo dove è avvenuta la vicenda.
L’uomo, in servizio sulla linea 30 tra Calalzo e Cortina, è dipendente della società veneziana La Linea che esegue il servizio in subaffidamento. Martedì scorso a Vodo di Cadore il bambino è stato fatto scendere dall’autobus perché sprovvisto di biglietto olimpico da 10 euro (aveva un carnet di titoli di viaggio da 2,5 euro) e, per tornare a casa a San Vito, ha camminato sei chilometri al freddo e sotto la neve.
Cosa dice il regolamento
Secondo il regolamento interno citato dal Corriere, “gli autisti non possono accettare contanti per il pagamento dei titoli di viaggio indipendentemente dalla lunghezza della tratta, in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026”. I parenti sostengono che, poiché il ragazzino aveva un carnet di biglietti, si sarebbero potuti obliterare quattro titoli di viaggio, evitando così di lasciare al freddo un minorenne, privo tra l’altro di cellulare per contattare qualcuno e farsi venire a prendere.
La testimonianza della madre
La madre, Sole Vatalaro, ha spiegato che il bambino “è arrivato a casa con un’ipotermia, una temperatura di 35 gradi e in lacrime”. La strada che collega San Vito a Vodo è una ciclopedonale, ma il tragitto è durato oltre un’ora e mezza. Il bambino era “in lacrime, impaurito e infreddolito”. La madre ha espresso la sua preoccupazione e ha confermato che il figlio è rimasto a casa da scuola il giorno dopo perché scosso. Dopo aver contattato Dolomiti Bus, è stata avviata un’indagine interna. La madre conclude: “Ci auguriamo che venga accertata la verità e che vengano presi provvedimenti. Lasciare a piedi un bimbo così piccolo all’imbrunire, al freddo e con la neve in arrivo non ha giustificazioni”.

